APOCRYPHUS

FEEDBACK

di Roberto Brunelli

Per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia si tenne a Torino Italia ’61. Tra i numerosi padiglioni e le varie attrazioni c’era il Circarama, una sala proiezione con uno schermo circolare di novanta metri per sette d’altezza che dava allo spettatore la sensazione di essere protagonista della scena. Il regista aveva girato i mille metri della pellicola cogliendo gli aspetti più espressivi del Bel Paese dalle Alpi alla Sicilia arrivando fino in Rhodesia per filmare la colossale diga di Kariba opera dell’ingegno e del lavoro italiano.

Sempre in quel 1961 è stato concepito a Napoli Nizzo De Curtis, chissà se i genitori avranno visitato l’esposizione o se ne erano a conoscenza, di certo guardavano al futuro pieni di speranza e attese. L’Italia poteva considerarsi la locomotiva d’Europa, per la prima volta gli addetti all’industria superano quelli dell’agricoltura e la televisione cominciava a diffondersi tra le famiglie.

Oggi al pari dei visitatori nel Circarama ci troviamo immersi in questa monumentale opera di due metri per diciassette di lunghezza in cui De Curtis rappresenta uno spaccato storico e sociale da quel 1961 fino ai giorni nostri. Purtroppo però l’Italia non è quella che i nostri padri avevano sognato per noi. Anni di malcostume e corruzione, di attese tradite, di sogni spezzati, dove la politica ha abdicato a essere quell’“arte nobile di creare amicizia in città” descritta da Sant’Ambrogio, hanno portato alla crisi di valori, non soltanto economici, che la nostra società sta drammaticamente vivendo.

Negli anni dei ”tranquilli siam qui noi”, quando tutti vivevano sopra le loro possibilità, cullati dall’illusione di poter pagare un mutuo ipotecario e andare in vacanza due volte l’anno uscendo tutte le sere o quasi per l’aperitivo, era più semplice voltarsi dall’altra parte ignorando i messaggi che l’artista, con illuminata lungimiranza, lanciava fin dai lavori giovanili degli anni Ottanta a quelli della maturità artistica degli anni Novanta mettendo in guardia sui rischi per il futuro.

Con Apocryphus, chiaro riferimento ai vangeli apocrifi, oggi auspica che dal declino del passato possa e debba sorgere un mondo nuovo. Come scrive Eckhart Tolle “l’umanità è pronta per una trasformazione della coscienza, per una fioritura interiore così radicale e profonda che, in confronto, il fiorire delle piante, per quanto bello, è solo un pallido riflesso”.